IL COMPLESSO MONUMENTALE TOR TRE PONTI

ARCHIVIO AMMINISTRATIVO della FONDAZIONE ROFFREDO CAETANI onlus

Nel complesso monumentale Tor Tre Ponti è custodito l'ARCHIVIO AMMINISTRATIVO della Fondazione Roffredo Caetani onlus a partire dagli anni Quaranta del Novecento fino ad oggi. E' consultabile il lunedì, il mercoledì e venerdì dalle ore 9 alle 13 previa prenotazione contattando il numero 0773 63 22 31  o l'indirizzo email info@fondazionecaetani.org

 

Il toponimo di origine antica Tre Ponti/Tripontium, riportato nelle iscrizioni di Mesa che ricordano i lavori di bonifica e di ripristino della Via Appia fatti eseguire da Teodorico, conserva la memoria della stazione(la settima da Roma)per il servizio postale pubblico (cursus publicus) di Tripontium, così denominata per la presenza nel sito di un ponte a tre luci, ricostruito nell'ambito dei lavori avviati,in questo tratto della Via Appia antica, dall’imperatore Nerva e conclusi da Traiano (così come riportato dal cippo miliario visibile davanti all’attuale chiesa di S. Paolo nel Borgo di Tor Tre Ponti). Il toponimo di origine medievale Torre Tre Ponti/Tor Tre Ponti, riportato sia nella documentazione d’archivio di età medievale sia nella cartografia storica relativa agli interventi di bonifica delle paludi pontine a partire dalla prima età moderna, ricorda la torre costruita dalla Comunità di Ninfa a ridosso dell’antico ponte a tre luci dell’Appia antica. La struttura fortificata venne realizzata al fine di controllare e difendere non soltanto il passaggio sulla Via Appia, ma anche il mulino di proprietà comunale, le terre e la peschiera del monastero di S. Maria Tre Ponti. Assai interessante è la strada, segnata nella carta di Giacomo Filippo Ameti (1693), che collegava la Torre di 3 ponte e il contiguo Borgo Longo con la Strada Romana per Napoli (la moderna Via Consolare). Tale strada, peraltro, nel suo prolungamento sia verso nord sia nel versante a sud della Via Appia, collegava Sermoneta di Gaetani con il Casal di Piscinara de’ Gaetani, le Macchie di Fogliano¸ il Lago di Fogliano de’ Gaetani e la Foce di Fogliano sul Mar Tirreno. Nel 1780, nell’ambito delle opere intraprese per la bonificazione delle paludi pontine, furono demoliti i ruderi della medievale Tor Tre Ponti. Con motu proprio del 1777, Papa Pio VI Braschi (1775-1799) dette avvio alle opere per la bonificazione delle paludi pontine. Sin da quella data il sito e l’area di Tor Tre Ponti vennero inclusi nel Circondario pontino, assoggettato alla giurisdizione della Revenda Camera Apostolica. Le strutture relative al servizio postale ed al ristoro, attive sin dal 1784, furono completate dopo il 1790. Esse comprendevano anche l’abitazione degli ingegneri della bonificazione pontina, il Quartiere dei Cavalleggeri, i locali per il picchetto dei fucilieri, una scuderia e una cappellina. La Chiesa di S. Paolo ed il convento furono realizzati tra il 1790 e il 1796 (nell’incisione di Carlo Antonini, del 1785, il complesso è rappresentato completo di Chiesa e convento). Il progetto della Chiesa fu elaborato dal tecnico pontificio Francesco Navone; quello del convento dall’ingegnere Gaetano Rappini, insieme al completamento dell’osteria e della posta. Una iscrizione conservata nel portico della Chiesa ricorda che l’intero complesso fu voluto da Papa Pio VI a memoria del passaggio dell’Apostolo Paolo. A partire dalla fine del ‘700 vi fu una rapida decadenza causata dalle vicissitudini napoleoniche in Italia: l’esercito francese usò la Chiesa, il convento e la posta come distretto di guarnigione. Nel 1831 Papa Gregorio XVI restaurò la Chiesa. E’ del 1934 un successivo restauro, in occasione del quale Gelasio Caetani donò un altare del 1572, fino ad allora ubicato presso la Chiesa di Sant’Antonio in Cisterna di Latina.

 

Il 23 novembre 2012 il complesso settecentesco recuperato di Tor Tre Ponti, appartenente alla stessa Fondazione, e alla Fondazione Camillo Caetani di Roma, è stato presentato alle Autorità comunali, provinciali e regionali domani mattina, con una conferenza del Presidente della Fondazione Censis, dottor Giuseppe De Rita, sul ruolo delle Fondazioni nello sviluppo delle comunità locali.
I lavori di recupero sono iniziati circa un anno fa, con risorse delle Fondazioni proprietarie alle quali si è aggiunto un contributo della Regione Lazio. Con le autorizzazioni di legge, in particolare della Soprintendenza ai Monumenti del Lazio.
Sono state abbattute le superfetazioni, ripristinati gli antichi ambienti (in particolare, la grande sala, destinata a incontri e conferenze), riaperti i vasti corridoi; sono stati sgombrati gli elementi meccanici non più utilizzabili, restaurato il tetto, ripulita la facciata e ripristinata agli originari valori architettonici, anche con l’inserimento degli stemmi in pietra del Casato Caetani.
Il recupero del complesso monumentale Tor Tre Ponti dovr&agrve essere proseguito.
La parte recuperata del complesso costituisce un primo elemento del polo culturale che la Fondazione Roffredo Caetani, in accordo con i soggetti istituzionali territoriali e con altre organizzazioni culturali, vuole mettere a servizio dei cittadini, in particolare di Latina (non è un caso che ciò avvenga nell’ambito degli 80 anni dalla inaugurazione di Littoria) e del territorio pontino e  lepino: Tor Tre Ponti è situato in una posizione di raccordo e snodo nell’ambito degli antichi flussi culturali e di scambio tra pianura e collina.
Come primo test, verranno esposti, in una mostra alcuni dipinti di Lelia Caetani, che istituì la Fondazione intitolata al padre Roffredo, che illustrano Ninfa, la pianura pontina e i luoghi in Italia e all’estero da Lei frequentati nel processo di formazione culturale.

Il complesso monumentale Tor Tre Ponti ridiventa, così, patrimonio a disposizione dei cittadini che vogliano crescere culturalmente, anche seguendo le iniziative della Fondazione, che, dal canto suo, ha aderito al “Manifesto della Cultura”, lanciato da “ Il Sole 24 Ore”.